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Malafemmena, Totò e la musica
La canzone fu assegnata dapprima a Mario Abate e, successivamente, portata al successo da Giacomo Rondinella. Ispirò anche i film “Totò, Peppino e la Malafemmena”, dove è cantata da Teddy Reno, e “Malafemmena”, dove invece è reinterpretata da Nunzio Gallo.
di Alessia Giannino
La canzone napoletana "Malafemmena" fu scritta, nel 1951, da Totò, in occasione del concorso di Piedigrotta "La Canzonetta 1951".
Le prime strofe furono scritte a Formia, dove l’attore si trovava per girare uno dei suoi tanti film, e il primo a leggerle fu il suo autista, al quale non piacquero per niente, probabilmente perché non poteva capire la profondità e la sofferenza insite in quelle parole. La canzone fu assegnata dapprima a Mario Abate e, successivamente, portata al successo da Giacomo Rondinella. Ispirò anche i film “Totò, Peppino e la Malafemmena”, dove è cantata da Teddy Reno, e “Malafemmena”, dove invece è reinterpretata da Nunzio Gallo.
Curiosità e storia
Il componimento, ovviamente, scritto in napoletano, parla di un amore incontrastato per una malafemmina, che tratta l’uomo innamorato con cattiveria e insensibilità. Per molto tempo si è pensato che la donna ispiratrice fosse Silvia Pampanini, conosciuta sul set di “47 morto che parla”, che aveva rifiutato una proposta di matrimonio di Totò; solo successivamente, grazie a Liliana De Curtis, figlia dell'artista, si scoprì che era dedicato a Diana Bandini Lucchesini Rogliani, moglie dell’attore. A conferma di ciò, infatti, c'è la dedica allegata al testo della canzone, depositata da Totò alla SIAE. Sembra che Diana sia venuta meno ad una promessa: i coniugi, seppure separati, avrebbero dovuto convivere nella stessa casa e dormire nello stesso letto fino al diciottesimo anno d’età della figlia, ma la donna, stanca della continua infedeltà del marito, lo avrebbe lasciato per sposare l’avvocato Michele Tufaroli. L’attore, sentendosi tradito, trasferì il suo malessere nelle note e nelle parole di questa canzone. Essa, ad oggi, è considerata una dei più grandi successi di Totò ed è ancora, ai giorni nostri, reinterpretata da tantissimi cantanti.
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