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Il Roccobabà, una specialità dell'hinterland
n questo tripudio di dolci non mancano le innovazioni, come quella del Roccobabà. Quest’ultimo è nato da un'idea di Emilio Goglia, pasticciere di Casal di Principe, che ispirandosi al tradizionale babà, ebbe l’intuizione di riproporlo come un semifreddo rivestito con una golosa crema al cioccolato.
di Alessia Giannino
La pasticceria napoletana è forse quella più ricca e costellata di successi: sfogliatelle, babà, pastiere e chi più ne ha, più ne metta.
In questo tripudio di dolci non mancano le innovazioni, come quella del Roccobabà. Quest’ultimo è nato da un'idea di Emilio Goglia, pasticciere di Casal di Principe, che ispirandosi al tradizionale babà, ebbe l’intuizione di riproporlo come un semifreddo rivestito con una golosa crema al cioccolato.
Origine e storia
Il nome di questo dolce è ispirato e dedicato allo stilista napoletano Rocco Barocco, che rimase estasiato dal suo sapore, tanto da non poterne fare a meno. È stato proprio grazie a questo "amore al primo morso" che il semifreddo, brevettato da Emilio, pian piano è stato conosciuto in tutto il mondo, deliziando non solo i palati napoletani.
Il Roccobabà, infatti, dà grandi soddisfazioni da circa 15 anni, facendo un po’ dimenticare quelli che sono gli aspetti negativi per i quali è conosciuto il suo paese di origine. Perfino la stampa spagnola e francese ha parlato di questo dessert così buono e particolare, arrivato anche sulle tavole di Mosca, San Pietroburgo, Parigi, Londra e New York.
Le altre versioni
Oltre alla versione al cioccolato, l’ormai famoso pasticciere ne ha inventate altre come il LemonKatia, con crema al limone, dedicato a Katia Ricciarelli, e il DolceGiuliana, con base Irish Coffee, dedicato alla scrittrice e giornalista napoletana Giuliana Gargiulo.
Ormai esistono tantissime imitazioni del Roccobabà, ma l’unico ed originale è quello di Emilio Goglia, che lavora da più di trent’anni nella sua attività, passata di padre in figlio, proseguendo la tradizione familiare.
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