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'O Munaciello: la leggenda, i dispetti e le monete sotto 'o cuscino

È notte fonda in un palazzo del centro storico. Senti un passo leggero nel corridoio, una porta che cigola, le chiavi che non trovi più da ieri. La nonna non si scompone: alza gli occhi, sorride e dice "è passato 'o Munaciello" (è passato il Monacello). E da quel momento, caro lettore, non dormirai più come prima.

Cosa vuol dire

'O Munaciello è lo spiritello dei palazzi napoletani: un piccolo essere vestito come un monaco, con il saio e le fibbie lucenti, che abita le case antiche e si diverte a fare dispetti. Nasconde gli oggetti, sposta le sedie, soffia sul collo di chi dorme, fa sparire un orecchino e lo rimette dopo tre giorni nel posto più ovvio.

Ma attenzione alle sfumature: il Munaciello non è solo un dispettoso. Secondo la tradizione, quando è di buon umore lascia monete sotto il cuscino o dentro i cassetti, piccoli regali per chi lo tratta con rispetto. Quando invece lo offendi, o peggio ti vanti dei suoi doni, si vendica con guai e disgrazie. Insomma, è un complimento essere "visitati" da lui con generosità; è tutt'altra cosa quando decide di fartela pagare.

Da dove viene

Qui la faccenda si fa affascinante proprio perché la munaciello leggenda ha più di una radice. L'ipotesi più diffusa lega il Munaciello ai pozzari, gli uomini che si calavano nei pozzi e nei cunicoli dell'acqua sotto Napoli per la manutenzione delle condutture. Erano piccoli di statura, agili, e per muoversi nel buio e nell'umido indossavano cappucci e mantelli che ricordavano l'abito di un frate: da qui l'aspetto "monacale".

Secondo questa ricostruzione, i pozzari conoscevano i cunicoli che collegavano le case: potevano risalire dalle aperture dei pozzi dentro le abitazioni e, di nascosto, prendere qualcosa o lasciare un piccolo dono. Ecco spiegati i rumori notturni, le sparizioni e le monete comparse dal nulla. Altri raccontano invece una storia più dolorosa, legata a un bambino deforme vissuto in un monastero e poi diventato figura di fortuna e sventura. Diciamolo con onestà: l'origine è dibattuta e si intreccia con secoli di racconto orale, per cui più che una data precisa abbiamo tante voci che si rincorrono nei vicoli.

Come si usa

Il Munaciello vive ancora nel parlato di tutti i giorni, spesso per spiegare l'inspiegabile:

  • "Addó stanno 'e chiave? Mo s' 'e ppigliato 'o Munaciello!" (Dove sono le chiavi? Adesso se le è prese il Monacello!)
  • "Stanotte aggio sentuto 'nu rummore 'int' 'a cucina: ll'è stato isso, 'o Munaciello." (Stanotte ho sentito un rumore in cucina: è stato lui, il Monacello.)
  • "Tratta buono 'a casa, ca si no 'o Munaciello se n'affenne." (Tratta bene la casa, altrimenti il Monacello si offende.)
  • "Aggio truvato 'na muneta 'nterra senza sapé 'a addó venesse: grazie, Munacié!" (Ho trovato una moneta per terra senza sapere da dove venisse: grazie, Monacello!)

E il classico dialogo di casa:

  • — "Mammà, nun aggio spustato niente io, 'o giuro!" (— Mamma, non ho spostato niente io, lo giuro!)
  • — "E va buó, allora è stato 'o Munaciello. Però 'a prossima vota mettele a posto 'e cose." (— Va bene, allora è stato il Monacello. Però la prossima volta rimetti a posto le cose.)

Perché la mettiamo su una maglia

Perché 'o Munaciello è Napoli nella sua forma più pura: il mistero di sotto, i palazzi che respirano, la capacità di raccontare un tubo rotto come se fosse magia. È lo stesso spirito che ti fa toccare ferro, lasciare una moneta e credere, almeno un po', a quello che non si vede. Portarlo addosso è un modo affettuoso di dire che ci crediamo ancora, con un sorriso.

Per questo abbiamo dedicato un capo intero a questo piccolo abitante dei vicoli: la nostra maglia dedicata al Monaciello. Disegniamo prodotti con amore, e lui — tra cappuccio e fibbie — è uno dei soggetti che ci diverte di più, perché ognuno ci vede una storia diversa: chi il dispetto, chi la fortuna, chi semplicemente la nonna che sorride nel corridoio.

Indossarlo è un modo per tenersi vicino un pezzetto di quella Napoli sotterranea e magica, quella che spiega i rumori della notte senza bisogno di prove, solo di fantasia e di memoria.

Se la leggenda ti ha conquistato, fatti un giro tra le altre parole della nostra collezione Napoli e dialetto. Chissà, magari è proprio il Munaciello a suggerirti quale scegliere.

Postato in: Napoletanità

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