A Napoli una laurea non è mai una cosa privata: è festa di quartiere. Ecco come scegliere un regalo di laurea...
Io devo, tu devi… è senz'altro una delle cose più difficile da scrivere in lingua Napoletana.
Lingua, proverbi, canzoni, leggende e fede: il patrimonio culturale napoletano che ispira tutto quello che facciamo.
Io devo, tu devi… è senz'altro una delle cose più difficile da scrivere in lingua Napoletana.
Napoli, dove tradizioni sacre e profane si intrecciano, esiste un'usanza che combina elementi pagani con il culto cristiano. Le donne sterili e le ragazze in cerca di marito venivano solite baciare un pesce contenuto in una cesta, simboleggiante il pesce di San Raffaele.
Ma perché questa Vergine è così amata dal popolo napoletano? Quali prodigi ci svelano? Per scoprirlo, dobbiamo fare un salto nel passato.
Questo fenomeno cultura ha radici nella tradizione classica, ma a Napoli è stato interpretato alla luce degli umori e dei caratteri tipici della gente partenopea.
E' stato tramandato da generazioni il proverbio napoletano "panell’ senza mazz fann e’ figl pazz". Questo messaggio è noto a molte persone, non solo nei confini italiani, e, sorprendentemente, ha origini molto antiche, risalenti all'Antico Testamento. Questo dimostra come i proverbi siano custodi di saggezza che si tramandano di generazione in generazione.
Un famoso proverbio recita "paese che vai, usanza che trovi": nel caso del Bel Paese, potremmo modificarlo in "regione che vai, usanza che trovi", soprattutto per quanto riguarda le tradizioni natalizie(...)
A Napoli, il giorno della Befana è molto sentito: la città si veste a festa per l’arrivo della famosa vecchietta che, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, riempie le calze dei più buoni con tanti dolci e leccornie... lasciando, ai meno bravi e capricciosi, solo carbone e cipolle.
“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” recita il proverbio che, però, a Napoli non trova riscontro. Anche la Pasqua, infatti, come ogni festa che si rispetti, è caratterizzata da riti e tradizioni storiche e deve essere trascorsa rigorosamente in famiglia.
Ufficialmente, inizia il 17 Gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate, e, inizialmente, era una festa riservata alle contesse e ai principi, ai nobili e all’aristocrazia partenopea: si tratta del Carnevale Napoletano, festa molto sentita già nel XVII secolo; proprio durante questo periodo, infatti, sono nate le maschere popolari tipiche partenopee che sono entrate a far parte della storia(...)