«Oiccann', oilloc', oillann'»: se non sei di Napoli suona come una formula magica, e in fondo un po' lo è. Perché il napoletano ha inventato ciò che nessuna grammatica ufficiale possiede: la coniugazione del verbo «eccolo».
La logica è geniale nella sua semplicità. Oiccann' significa «eccolo qui», vicino a chi parla; oilloc' è «eccolo lì», dalle parti di chi ascolta; oillann' è «eccolo là», lontano da tutti e due. Tre parole per collocare una persona o una cosa nello spazio con la precisione di un GPS e la grazia di un gesto della mano. Al plurale diventano ebbiccann', ebbilloc', ebbillann', mentre al femminile i primi tre si ammorbidiscono in aiccann', ailloc', aillann'.
È la prova di quella velocità di sintesi che rende il napoletano una lingua viva, capace di dire in una parola ciò che l'italiano racconta in una frase intera. Non è dialetto sciatto: è ingegneria linguistica nata nei vicoli.
Indossare questa T-shirt significa portare addosso un pezzo di identità partenopea, un sorriso complice per chi capisce e una lezione istantanea per chi non capisce ancora. Oiccann': eccola qui, la tua prossima maglietta preferita. Falla tua su tatta-shop.it.